venerdì 10 giugno 2005

 i morfismi esponenziale e logaritmico












































  x  → expa →   u 
← loga ←
+  x + y → expa →  u · v  ·
← loga ←
  y  → expa →   v 
← loga ←


 












expa(x+y)=ax+y=ax·ay=expa(x)·expa(y)=u·v
loga(u·v) = loga(u) + loga(v) = x + y

 


da un sito stravagante


come scrivere nelle pagine web formule che non siano immagini :


MathML


matrici come tabelle


(
e non solo matrici :























a  1/n  =  n   a 
 



)

mercoledì 25 maggio 2005


radici dell'unità e poligoni regolari


























































































circonferenza goniometrica
C(0,1) = { u∈C :  u·ū = 1 }    ( v. def. di punto unitario )
C(0,1) = { (x,y)∈R² :  x²+ y² = 1 }
funzione goniometrica
t  →  P( t ) ∈ C(0,1) ,  con t∈R
proprietà di base della funzione goniometrica
P( α + β ) = P( α ) · P( β )
P(π/2) = i = (0,1) = 1⊥
P( 0 ) = 1 = (1,0)   (derivabile dalla prima)
P( -α ) = P( α )   (derivabile da prima e terza)


























definizione fondamentale
 P( α ) = ( cos α , sin α ) = cos α + i sin α
prime proprietà derivate da quelle di base
P(π)=P(π/2+π/2)=P(π/2)·P(π/2)=i²=-1
P(3π/2) = P( π + π/2) = (-1)·P(π/2) = -i
P(2π) = P(π+π) = P(π)·P(π) = (-1)(-1) = 1
  P(t+2π) = P(t)·P(2π) = P(t)
angoli associati
P(t+π) = P(t)·P(π) = P(t)·(-1) = -P(t)
P(t+π/2) = P(t)·P(π/2) = P(t)·i = P(t)⊥
P(t-π/2)=P(t)·P(-π/2)=P(t)·ī=P(t)·(-i)= - P(t)⊥
P(π-t) = P(π)·P(-t) = P(π)·P(t) = -P(t)
P(π/2-t)=P(π/2)·P(-t)=P(π/2)·P(t)=i·P(t)=(P(t))⊥
P(2π-t) = P(2π)·P(-t) = P(2π)·P(t) = P(t)
P(-π/2-t)=P(-π/2)·P(-t)=(-i)·P(t)= - (P(t))⊥
qui sotto, usa i punti   b ,  c ,  d    come "interruttori" :
prova a portare uno o più di questi punti sopra l'asse delle ascisse



























mercoledì 18 maggio 2005







































il morfismo additivo-moltiplicativo esponenziale































In figura   a ,  b   e   c    possono essere mossi col mouse



La funzione rappresentata in figura è f(x)=ax , con a>0 ;
illustriamo geometricamente la proprietà  f(b+c) = f(b)·f(c),
ossia:     ab+c = ab · ac  .
Si riporta l'ordinata di  h=(b,f(b)) parallelamente all'asse delle ascisse
fino ad incontrare la retta verticale  x=1. Si ottiene (1,f(b)), e per tale
punto si conduce la retta passante per l'origine, di equazione y=f(b)·x
D'altra parte si riporta il punto k=(c,f(c)) sull'asse delle ordinate, ottenendo
il punto (0,f(c)) e si riporta questo sul punto (f(c),0) dell'asse delle ascisse
 tramite la retta parallela al segmento congiungente (1,0) con (0,1).
Dal punto (f(c),0) trovato si sale in verticale fino ad incontrare la retta
per l'origine determinata prima nel punto  (f(c),f(b)·f(c)) .
Infine si riporta quest'ultimo punto all'ascissa n=b+c, determinando così il
punto m=(n,f(b)·f(c))=(b+c,f(b)·f(c))=(b+c,f(b+c)), che sta su  f .



Tale costruzione nel caso  b=1 permette di costruire f(x) con x=0,1,2,3,...































clicca sulla figura e poi premi più volte la barra spaziatrice
( premi il
tasto  c  per ritornare al punto iniziale )



Si parte da  x=0 ,  k=(x,f(x))=(0,f(0))=(0,1) e  m=(x+1,f(x+1))=(1,f(1))=(1,a)=h
e ad ogni pressione della barra spaziatrice si passa  da  x  a  n=x+1 ;
  dopo la prima pressione si ha:  k=(1,f(1))=h  e  m=(2,f(2))=(2,f(1)2);
dopo la seconda:  k=(2,f(2))  e  m=(3,f(3))=(3,f(2)f(1))=(3,f(1)3), ecc...



Spostando il punto  d  fino a dargli ascissa, ad esempio, 2, si passa ad
avanzamenti non più di 1, bensì di 1/2, dividendo quindi l'asse delle ascisse
in tratti di 1/2 e partendo da  h=(1/2,f(1/2))=(1/2,a1/2).



Spostando il punto  d  fino a dargli ascissa, ad esempio, 3, si passa ad
avanzamenti non più di 1, bensì di 1/3, dividendo quindi l'asse delle ascisse
in tratti di 1/3 e partendo da h=(1/3,f(1/3))=(1/3,a1/3).



e così via ...  (quindi  d  determina in quante parti dividere l'unità)



venerdì 13 maggio 2005













































moltiplicazione grafica di numeri complessi































Prendi due punti  ( numeri complessi )    a    e    b



congiungi con segmenti  a  con la sua ascissa  ax  e con la sua ordinata  ay·i



congiungi con segmenti  b  con la sua ascissa  bx  e con la sua ordinata  by·i



congiungi con segmenti i punti   1   e   i   e poi i punti   -1   e   i


traccia per il punto ax  la parallela al segmento  1_i  e determinane
l'intersezione con l'asse delle ordinate: questo punto è  ax·i
traccia per il punto  ay·i  la parallela al segmento  -1_i  e determinane
l'intersezione con l'asse delle ascisse:  questo punto è   -ay
costruisci la verticale per  -ay  e l'orizzontale per  ax·i : la loro intersezione
è il punto  n = -ay + ax·i = a
^   normale  ( ortonormale )  al punto  a

congiungi con segmenti i punti   1   e   a   e poi i punti   i   e   n


traccia per il punto bx  la parallela al segmento  1_a  e determinane
l'intersezione con la retta   0_a :   questo punto è  bx·a
traccia per il punto by  la parallela al segmento  i_n  e determinane
l'intersezione con la retta   0_n :   questo punto è  by·n
traccia per  bx·a  la parallela a  0_n  e per  by·n  la parallela a  0_a :
l'intersezione di tali rette  è  m = bx·a + by·a
^ = (bx·1 + by·1^)·a = b·a

giovedì 28 aprile 2005

cambiamento di base, roto-omotetie e moltiplicazione di numeri complessi




























ogni punto  p  della stella verde, che ha coordinate (x,y)  rispetto alla base  1  e  i=ort(1),
ha un corrispondente  p'  nella stella viola con le stesse coordinate (x,y)
ma rispetto alla base  a  e  n=ort(a);
puoi muovere  a   per cambiare la base ( a , n ) 
e il centro  d  per cambiare la posizione della stella verde;
inoltre puoi muovere  b=f    ( inizialmente pari a 1 )   e vedere come varia   g = ba
( le coordinate che  b  ha rispetto a  1   le ha   ba   rispetto ad  a ).
Prova a portare il punto  b  sulla stella verde
e nota come g = ba   sta nel corrispondente punto dell'altra stella.

venerdì 22 aprile 2005





















stiramenti  ,   roto-omotetie ,  traslazioni

































Puoi muovere, nell'ordine, i punti    c ,   b ,  a     ( e   d   per il riempimento )



c  è il coefficiente di stiramento, e agisce stirando la figura (in orizzontale e/o in verticale: l'ascissa di  c  è il coefficiente di stiramento orizzontale, mentre l'ordinata di  c  è il coefficiente di stiramento verticale; inizialmente entrambi i valori sono posti uguali a 1); b (inizialmente uguale a 1) è la base di riferimento per la figura, e quindi rotodilata/rotocontrae/ruota (a seconda della sua distanza dall'origine); a  (inizialmente uguale a  0)  è il punto che agisce come addendo (o spostamento) di traslazione; d agisce sulla densità di riempimento della figura (essa aumenta a seconda della distanza di  d  dall'asse verticale); inoltre, portando  d  sotto l'asse delle ascisse, si visualizza una retta passante per l'origine lungo la quale poter prendere  c  o  b  per effettuare omotetie.





 


 



martedì 19 aprile 2005

realizzazione in PGC di scaloidi (plurirettangoli) approssimanti un trapezoide




























La funzione è   f(x) = x1/2 + 1 ;  m è l'unità.  Puoi muovere i punti    a ,  b ,  c
( k dipende da c ed è il numero di rettangoli per unità di ascissa )
( nota cosa accade quando  c  è a sinistra dell'asse x=0 )

giovedì 3 marzo 2005

Diagrammi di Venn con PGC (Plane Graphic Calculator)




























puoi muovere a, b, c